Hilma af Klint

H af Klint

Le opere dell’artista svedese Hilma af Klint saranno esposte alla Biennale di Venezia 2013. Hilma è stata la madre dell’astrattismo “spirituale” dipingendo nelle sue tele l’energie invisibili presenti nel reale.

Influenzata dalle correnti esoteriche e filosofiche del periodo in cui visse, a cavallo tra 800 e 900, le rielaborò in una forma artistica originale. È risaputo come lei prima di morire dispose che le sue opere venissero esposte molti anni dopo la sua morte, consapevole che in quel preciso momento storico, in cui prevaleva il Naturalismo, non sarebbero state capite.

Caratteristica delle sue opere è una costante ricerca del divino con un’ascesi o cammino di purificazione che sovverte il reale per inseguire armonia – conoscenza.

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La figura geometrica che prevale è il cerchio indice di perfezione. Pura conoscenza a cui si tende dopo irte salite di purificazione per acquisire consapevolezza dell’invisibile sé.

Il cerchio predispone una tesi, antitesi e sintesi. Tutto tende alla sintesi non prima di aver superato passi intermedi.

L’armonia presente sembra definire la sua parzialità, che è pur sempre armonia perché non può prescindere dalla sua assenza. Si evidenzia quasi una compenetrazione e si definiscono i loro significati riflettendosi l’un l’altra.

In questo quadro è ben evidenziata l’evoluzione al raggiungimento dell’armonia che potrebbe definirsi conoscenza, consapevolezza ma anche sospiro – felicità.

I colori caldi emanano energia che investe il nostro sguardo e pur essendo fisso nell’atto del contemplare percepisce il movimento. Tutto volge verso l’alto, verso il grande cerchio che contiene tutti i colori dell’evolversi quali esperienze che diventano significato.

La realizzazione del sé avviene per piccoli passi, solo noi possiamo esser gli autori e predisporre come definire il nostro cammino.

Forse non possiamo prescindere dalle “tesi” intermedie, necessarie per acquisire le giuste conoscenze?

Simile ad una struttura posta alla base del nostro vivere, ci fa sentire la vita e ne definisce il senso anche quando apparentemente sembra non esserci.

Lycia Mele

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H af Klint