Arthur Bishop do Rosário

Da piccola amavo collezionare oggetti che mi permettevano di creare disordine e di seguito riordinare, forse per avere consapevolezza del possesso di uno spazio. Mi ritrovavo a collezionare bambole, animali in peluche, biglie di vetro, scatole di latta, conchiglie… Da adulta, invece, la mia ossessione per il collezionismo si è palesata nel recuperare piccoli oggetti subordinati al tempo che traccia presenza e anima i ricordi: penne, libri, calamai, ferri da stiro, vetri, bottiglie di seltz. Spazio e tempo, insieme al colore e alla ricerca, inconsapevole, di una propria armonia interiore, che evidenzia la struttura di una propria poetica visiva , li ho ritrovati in un artista brasiliano: Arthur Bishop Do Rosario.

Installazione di A. B.  Do Rosario
Installazione di A. B. Do Rosario

Do Rosario era nato nel 1909. E per quel senso di invincibilità che lo legava alla vita, inseguiva i suoi sogni, i suoi desideri. Ma viveva il suo presente con una sorta di inquietudine, che si traduceva talvolta in una leggera inclinazione alla violenza.

Installazione di A. B. Do Rosario
Installazione di A. B. Do Rosario

Era stato imbarcato come marinaio e successivamente aveva trovato lavoro come impiegato. Quando all’improvviso la sua mente  perse il contatto con la realtà. Iniziò ad avere allucinazioni. Peregrinò nelle varie chiese della sua città, fino a quando giunse nel monastero di Saõ Bento dichiarando di esser il messia, che avrebbe giudicato i vivi e i morti . Dopo vari giorni di fuga, verrà condotto in una struttura per malati di mente, la Colonia Moreira, e internato con la diagnosi di schizofrenia paranoide. Rimarrà rinchiuso nel sottotetto per ben 50 anni.

Installazione di A.B. Do Rosario
Installazione di A.B. Do Rosario

50 lunghi anni. Una follia. Penso che per la nostra mente sia impossibile da razionalizzare un “limite” così esteso. La sensazione, solo nel pronunciare e associare l’idea di cinquant’anni, è devastante. Io annaspo e mi manca il respiro. Si può regredire nel tempo fino ad arrivare allo stato acquoso dentro il ventre materno, nella speranza di non dover rinascere. Come immaginare di vivere all’interno di una struttura, la cui vita viene scandita da severe leggi comportamentali che opprimono, soffocano le libertà di un essere umano? Cerco di razionalizzare, ma non riesco a focalizzare una vita, né quella vita.

Installazione di A.B.Do Rosario
Installazione di A.B.Do Rosario

Do Rosario invece è riuscito a vivere attingendo energia dal suo mondo parallelo. Ha mostrato di essere una persona intelligente con un’eccellente capacità di adattamento, di sintesi concettuale e di rielaborazione della sofferenza.
Voglio ricordare la sua genialità e sono felice che Massimiliano Gioni lo abbia inserito tra gli artisti brasiliani presenti alla Biennale 2013.

Installazione di A.B.Do Rosario
Installazione di A.B.Do Rosario

La sua opera, riflesso della sua vita, evidenzia alcuni contrasti molto forti.

Da una parte mentre si cercava di inibire azioni, proprio la sua infermità mentale gli permetteva di elaborare una struttura nella quale potervi adagiare i tasselli della sua creatività, della sua libertà, della sua arte. L’arte gli donava la vita e  creava il fine ultimo per la sua sopravvivenza. Il raccogliere oggetti, materiali di scarto, anche dai rifiuti, gli permetteva di toccare il reale, di aderire all’evolversi del tempo , quasi volesse fermarlo e colmarlo di significato con il suo agire.

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Il pensiero gli impegnava l’azione per esserci e sentire il vivere, altrimenti ci sarebbe stata la stasi, il non vivere, il suicidio.

Rivedo le sue collezioni di bottiglie raccolte dai rifiuti, le tele per le vele, ricordo dell’adolescenza in quanto  era stato marinaio, le bambole , gli oggetti per la casa, tutti disposti in un ordine ben preciso, maniacale, di possesso degli spazi con un preciso rigore estetico. Si percepisce quasi una necessità di ordine nella sua mente per ricollocare il suo sé distante dal reale. Inventariava per non disperdere il passato e per donargli un nuovo presente, il suo presente. E nello stesso istante offriva un significato al suo vivere al limite, da internato.

Installazione di A.B.Do Rosario
Installazione di A.B.Do Rosario

I paramenti vescovili realizzati per il suo ruolo immaginario esprimono la sua religiosità con sfumature teleologiche. Sono rifiniti con medaglie-bottoni, ricami, passamanerie, disposti con un ordine preciso, armonico. La scelta dei cromatismi allude alla vita, alla gioia, al trionfo, alla salvazione. Sono ricamate date, giorni in vista della fine o inizio della sua libertà? La sua missione di giudicare i vivi e i morti in un clima apocalittico forse si riferiva alla propria e altrui salvezza e redenzione dalla società consumistica che avrebbe vanificato gli oggetti, disperdendo la loro interezza e la loro anima.

Realizzato da A.B.do Rosario
Realizzato da A.B.do Rosario
Realizzato da A.B.Do Rosario
Realizzato da A.B.Do Rosario

La sua arte è manifestazione di gioia e appagamento. ll sentirsi impegnato al fine di recuperare materiale per i suoi assemblaggi creava aspettative che gli facevano superare il presente per proiettarlo verso un futuro imminente.

Realizzato da A. B. Do Rosario
Realizzato da A. B. Do Rosario

Il fine ultimo la realizzazione dell’opera che lo aiutava a sopra – vivere.

Anche nel caso di Do Rosario l’arte è terapeutica. Inoltre è  arte pura, priva di preconcetti, di sovrastrutture. Riflette l’evoluzione dei suoi pensieri. Sorprendentemente geniale che una persona all’interno di una struttura ben radicata e opprimente insegua le proprie inclinazioni e la vocazione alla libertà di pensiero : salvandosi.Questo è stato e sarà dentro il “tempo” Arthur Bishop Do Rosario.
Lycia Mele
© Riproduzione riservata

Opera di A.B. Do Rosario
Opera di A.B. Do Rosario