Esilio

Esilio
è il verbo
che annega.
Morte sospesa,
dove agire
naufrago
del domani
si dissolve.

Lycia Mele
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Yves Tanguy Azure Day 1937
Yves Tanguy
Azure Day 1937

Fra [M] menti I

La distanza

Crea spazi

Per raccolti

Di riflessioni

 

 

Lycia Mele
© Riproduzione riservata

 

Imogen Cunningham, The Observer and the Observed no.10 1990
Imogen Cunningham,
The Observer and the Observed no.10 1990

Karen Knorr

“L’animale ci guarda
e noi siamo nudi davanti a lui.
E pensare comincia forse proprio qui il pensiero”

Derrida

Ho sempre accarezzato l’idea che gli animali fossero delle creature speciali con il dono della “parola silente”: sguardi, versi che trasmettono significati mentre sfiorano le corde dell’emozione.
I bellissimi esemplari fotografati da Karen Knorr lo confermano. Animali umanizzati nelle loro pose sembrano sfidare l’uomo nella conoscenza, quasi si desideri superare quel dualismo uomo – animale e/o cultura – natura. E se la risultante fosse natura / cultura?

L’artista di origini tedesche, – che attualmente vive a Londra, –  nel 2008 si reca in India nella regione del Rajasthan con l’intento di dar risalto allo splendore dell’architettura indiana con i suoi  palazzi aristocratici, templi, mausolei, i loro interni con pregiati rivestimenti di marmi, vetri policromi e pietre preziose.

In questa cornice di raffinata bellezza inserisce dei bellissimi animali, come il cigno, la scimmia, il leone e altri, quasi ad enfatizzarne la sacralità e l’elemento di simbiosi concettuale: natura e cultura.

Karen Knorr The Gatekeeper
Karen Knorr
The Gatekeeper

La natura appare all’interno della “cultura”, mostra la sua centralità, quale fondamento. Senza la natura non ci sarebbe cultura. Il grande monito di significato antropologico sembra esser dettato dalla necessità di rigettare la cultura delle caste indiane. Come attribuire differenze tra esseri umani in base alla loro professione e/o ruolo all’interno di una società? Questo è solo sovrastruttura, si deve partire dalla natura che in-forma la cultura, come evidenzia Emanuela Casti quando afferma che la discrasia tra natura e cultura risulta superata “se si riconosce che l’uomo non solamente modifica il preesistente con la sua azione, ma lo crea attraverso una dinamica che potremmo chiamare retroattiva, quella che conduce la natura ad essere riconosciuta attraverso la cultura”.

Karen Knorr  Flight  to Freedom
Karen Knorr
Flight to Freedom

L’India vive di forti contrasti che ammutoliscono le coscienze di noi occidentali:  esistenze ai margini private della dignità di uomini, dove il riscatto sfuma nel malessere sociale radicato nella più profonda sofferenza ed estrema povertà.

Ma perché l’artista privilegia gli animali in spazi che per consuetudine appartengono agli uomini?

Dall’analisi etimologica dei termini si evidenzia una prima distinzione. La parola uomo viene dal latino homo che si collega a humus, terra, quindi terrestre, “procreato dalla terra”, un’antica credenza. La parola animale, invece, deriva da anima forma femminile di animus, spirito.

Si parla così di creature animate con la differenziazione sostanziale che vede l’uomo proteso verso la ma(ter)ia, mentre l’animale riflette spiritualità, purezza.

Karen Knorr The Witness
Karen Knorr
The Witness

Una diversità che ci conduce ad avvicinare sempre più l’animale all’uomo poiché  pur “terrestre” anche egli possiede un’anima. Se gli animali mostrano “coerenza” nel loro evolversi l’uomo sembra esser giunto al punto di non ritorno. Di immobilismo. I corsi e ricorsi di vichiana memoria hanno svuotato significati,  dove forme acquisite subordinate al tempo mutano o si annullano. Non hanno più valore.

L’uomo appare sconfitto, privato della sua dignità, del ruolo e coscienza. Sedotto dalla materialità e temporaneità più che dall’eternità. Non conosce il significato del suo vivere e lo cerca inquieto nel collezionare deviazioni, scarti, assenze per esser-ci.

Karen Knorr  The survivor
Karen Knorr
The survivor

In una nazione come l’India in cui le vacche sono sacre, la storia dei palazzi appare secondaria, marginale. Gli animali, che rappresentano l’istante dello scorrer del tempo, racchiudono significato. Da una parte si scandisce l’importanza di esser dentro la storia vestiti da veli di cultura; dall’altra la “natura” tra-veste l’agire.

Karen Knorr A place like Amravati
Karen Knorr
A place like Amravati

Sono animali, ma potrebbero essere uomini? Derrida dice “l’uomo è un animale che descrive la propria vita”. Forse la parola crea differenza? Ma evidenzia ancora che “l’uomo è l’unico animale che si è vestito, essere nudo è un limite interno alla vita. Solo con la vita nel suo apparire mi vedo come l’animale che sono, – continua Derrida –  ovvero la vita che sono.”

La differenza uomo-animale è stata creata dall’uomo per riconoscersi. Il filosofo li considera creature “viventi” di cui l’animale non è “non parlante” ma “non rispondente” . Se pensiamo ai nostri compagni cani, gatti, criceti, conigli potrebbero parlare anzi ci parlano. Ma non potrebbero rispondere. Ecco che per Derrida il codice animale esiste in quanto definito dal codice umano.

Karen Knorr Waiting for Atman
Karen Knorr
Waiting for Atman

Dopo Derrida voglio richiamare il pensiero di un’altro grande studioso, l’antropologo Lévi-Strauss che parla di “rapporto aperto” per i continui rimandi esistenti tra uomo e animale con manifeste contaminazioni. Lui stesso dirà che entrambi possiedono gli stessi meccanismi-processi solo che negli animali sembrano avere una forma “slegata”.

Ma allora il grande tributo agli animali, con l’esclusione dell’uomo dalla scena, potrebbe enfatizzare il nostro essere divenute “bestie”? Agiamo con violenza e sfregio nel mare dell’incoerenza portando come vessillo il nostro ego. Potremo ritrovarci solo nell’incontro con l’altro, e purificandoci da sovrastrutture che abbagliano.

lyciameleligios
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Caroline Achaintre

Artista poliedrica, Caroline Achaintre è riuscita a sintetizzare linguaggi espressivi del passato in modo molto originale. Ciò le ha permesso di imporsi come grande protagonista nella scena dell’Arte Contemporanea.

Nasce a Tolosa nel 1969, ma ben presto si trasferisce in Germania. Caroline Achaintre inizia a dar spazio alla sua creatività lavorando presso un fabbro ancor prima di vincere la borsa di studio per il Chealsea Collage of Art & Design.

Caroline Achaintre Moustache Aquila 2008 Lana

©Caroline Achaintre, Moustache Aquila 2008

La sua inquieta ricerca di nuovi linguaggi espressivi è ben visibile dalla varietà di materiali che utilizza tra i quali l’argilla e la lana. Qui mostrerò qualche arazzo in cui è possibile notare la compenetrazione di manualità e creatività e dove l’istinto creativo fugge definendosi nel colore e nelle forme. Niente sembra meditato. Tutto appare fluido nel suo divenire realtà.

Caroline Achaintre Ohara lana

©Caroline Achaintre, Ohara [lana]

I cromatismi utilizzati riflettono alcuni colori puri, cari agli espressionisti. Colori urlanti che esprimono il desiderio di lotta, di opposizione ad ordini imposti, soffocanti. Sono colori del richiamo all’attenzione. E come se volessero dire ‘Io sono presente, esisto con la mia unicità’ che è diversità, originalità. Nella scelta dei colori ho rivisto la genialità di un grande pittore astratto francese Jean René Bazaine.

Questo iniziale parallelismo, mi ha incuriosito da documentarmi sulla sua attività artistica. Rimasi attratta da quel suo desiderio di forzare il reale, penetrarlo. Un voler creare contrasti per un ’eterno stupore.

Caroline Achaintre Roast 2005 Lana

©Caroline Achaintre, Roast 2005 [lana]

Le opere evocano nostalgie, altre incomunicabilità quasi inferriate che segregano l’agire, l’essere presente occultato dai fili del reale che impediscono di accedere alla verità.

I margini di un reale che ha perso il suo centro . I punti di riferimento dissolti in un nulla in cui solo la camaleontica creatività e la sete del sapere possono renderci partecipi attori del nostro tempo.

Caroline Achaintre Zibra 2011 lana

©Caroline Achaintre, Zibra 2011 [lana]

Le forme trasmettono spontaneità, immediatezza, semplicità ma anche tanta ironia. I volti deformati,  essenziali nella loro fattura, evocano una sorta di primitivismo. La loro bocca aperta sembra incuterci paura.  Ripenso alle maschere apotropaiche preposte a scacciare gli spiriti e spiritelli dalle abitazioni ma anche alle maschere lignee di tradizione africana.

O siamo davanti ad una rivisitazione quasi pirandelliana della nostra pluralità di maschere che indossiamo a seconda del ruolo che interpretiamo nella vita reale? 

Un ritorno alla frugalità si evince dalla semplicità dei materiali quali la lana o l’argilla. Con il neolitico l’uomo cominciò a capire l’importanza della lana degli animali. La utilizzò per la tessitura e la filatura. La lana proteggeva dal freddo. Riscaldava Era un bene prezioso. Caroline Achantre recupera l’elemento prezioso, ne evidenzia il valore sociale e lo riabilita a oggetto d’Arte con una propria individualità e significato. Il presente si ciba di passato per poter creare il futuro.

Caroline Achaintre ha fatto dei suoi linguaggi espressivi una rivisitazione del cammino dell’uomo. L’evoluzione è alla base della nostra storia ma in un eterno ritorno.

I

 

©Caroline Achaintre, Insider 2008 [lana]

 

English Version

A multifaceted artist, Caroline Achaintre was able to synthesize expressive languages of the past in a very original way. This has enabled her to establish herself as a major protagonist in the contemporary art scene.

She was born in Toulouse in 1969, but soon moved to Germany. Caroline Achaintre begins to give way to her creativity working at a locksmith even before winning a scholarship at the Chealsea College of Art & Design.

His restless search for new forms of expression is clearly visible from the variety of materials used such as clay and wool. Here I will show you some tapestry where you can see the intermingling of dexterity and creativity, and where the creative instinct runs in defining color, and shapes. Nothing seems meditated. Everything is fluid in its becoming.

The colors used reflect pure colors, dear to the Expressionists. Screaming colors that express the desire to fight, for opposition to the orders imposed, suffocating. They are the colors of the call to attention. And as if to say ‘I am this, I exist with my uniqueness’ that is diversity and originality. When choosing colors I saw the genius of the great abstract painter Jean René Bazaine.

This initial parallelism has led me to deepen her artistic activity. And I was impressed by her wish, I catch a glimpse of her in her works, to ‘force’ the real, penetrate it. A desire to create a contrast to an ‘eternal’ amazement.

The works evoke nostalgia, other non-communication almost ‘railings’ which segregate the act. The being present hidden by wires of the real that prevent access to the truth.
The margins of a real that has lost its center. The reference points are dissolved in a stalemate in which only the chameleon-like creativity and thirst of knowledge can make us partakers actors of our time.
The forms convey spontaneity, immediacy, simplicity, but also a lot of irony. The deformed faces, with clean lines, evoke a kind of primitivism. Their open mouth seem to frighten us. They remind me of the apotropaic masks responsible to drive spirits away from homes but also of the wooden masks of African tradition.

Or are we faced with a review of our almost Pirandello plurality of masks we wear depending on the role that we play in real life?

A return to frugality is apparent from the simplicity of the materials such as wool or clay. With the Neolithic man began to understand the importance of animal wool. She used it for weaving and spinning. The wool protected from the cold. Warming was a valuable asset. Caroline Achantre recovers the precious element, highlights its social value and enables it to an ‘object’ with an artistic value, with its own individuality and meaning. The present feeds on the past to create the future.
Caroline Achaintre made of her expressive languages, a review of the human journey. Evolution is the foundation of our history but in an eternal return.

Lycia Mele
© Riproduzione riservata

APPROFONDIMENTI
http://carolineachaintre.com