Riflessi d’Haiku [2]

Menti schiudono
A pensieri raffermi
Nuove sorprese

*

Il tempo vive
Di fluidi istanti
Sintesi D’Ombra

*

I veri baci
Travasano Anime
Corpi D’Amore

*

Ora fondersi
Strati di me e di te
Accordi inediti

Lycia Mele
©Riproduzione riservata

Itō Jakuchū
Itō Jakuchū

Caroline Achaintre

Artista poliedrica, Caroline Achaintre è riuscita a sintetizzare linguaggi espressivi del passato in modo molto originale. Ciò le ha permesso di imporsi come grande protagonista nella scena dell’Arte Contemporanea.

Nasce a Tolosa nel 1969, ma ben presto si trasferisce in Germania. Caroline Achaintre inizia a dar spazio alla sua creatività lavorando presso un fabbro ancor prima di vincere la borsa di studio per il Chealsea Collage of Art & Design.

Caroline Achaintre Moustache Aquila 2008 Lana

©Caroline Achaintre, Moustache Aquila 2008

La sua inquieta ricerca di nuovi linguaggi espressivi è ben visibile dalla varietà di materiali che utilizza tra i quali l’argilla e la lana. Qui mostrerò qualche arazzo in cui è possibile notare la compenetrazione di manualità e creatività e dove l’istinto creativo fugge definendosi nel colore e nelle forme. Niente sembra meditato. Tutto appare fluido nel suo divenire realtà.

Caroline Achaintre Ohara lana

©Caroline Achaintre, Ohara [lana]

I cromatismi utilizzati riflettono alcuni colori puri, cari agli espressionisti. Colori urlanti che esprimono il desiderio di lotta, di opposizione ad ordini imposti, soffocanti. Sono colori del richiamo all’attenzione. E come se volessero dire ‘Io sono presente, esisto con la mia unicità’ che è diversità, originalità. Nella scelta dei colori ho rivisto la genialità di un grande pittore astratto francese Jean René Bazaine.

Questo iniziale parallelismo, mi ha incuriosito da documentarmi sulla sua attività artistica. Rimasi attratta da quel suo desiderio di forzare il reale, penetrarlo. Un voler creare contrasti per un ’eterno stupore.

Caroline Achaintre Roast 2005 Lana

©Caroline Achaintre, Roast 2005 [lana]

Le opere evocano nostalgie, altre incomunicabilità quasi inferriate che segregano l’agire, l’essere presente occultato dai fili del reale che impediscono di accedere alla verità.

I margini di un reale che ha perso il suo centro . I punti di riferimento dissolti in un nulla in cui solo la camaleontica creatività e la sete del sapere possono renderci partecipi attori del nostro tempo.

Caroline Achaintre Zibra 2011 lana

©Caroline Achaintre, Zibra 2011 [lana]

Le forme trasmettono spontaneità, immediatezza, semplicità ma anche tanta ironia. I volti deformati,  essenziali nella loro fattura, evocano una sorta di primitivismo. La loro bocca aperta sembra incuterci paura.  Ripenso alle maschere apotropaiche preposte a scacciare gli spiriti e spiritelli dalle abitazioni ma anche alle maschere lignee di tradizione africana.

O siamo davanti ad una rivisitazione quasi pirandelliana della nostra pluralità di maschere che indossiamo a seconda del ruolo che interpretiamo nella vita reale? 

Un ritorno alla frugalità si evince dalla semplicità dei materiali quali la lana o l’argilla. Con il neolitico l’uomo cominciò a capire l’importanza della lana degli animali. La utilizzò per la tessitura e la filatura. La lana proteggeva dal freddo. Riscaldava Era un bene prezioso. Caroline Achantre recupera l’elemento prezioso, ne evidenzia il valore sociale e lo riabilita a oggetto d’Arte con una propria individualità e significato. Il presente si ciba di passato per poter creare il futuro.

Caroline Achaintre ha fatto dei suoi linguaggi espressivi una rivisitazione del cammino dell’uomo. L’evoluzione è alla base della nostra storia ma in un eterno ritorno.

I

 

©Caroline Achaintre, Insider 2008 [lana]

 

English Version

A multifaceted artist, Caroline Achaintre was able to synthesize expressive languages of the past in a very original way. This has enabled her to establish herself as a major protagonist in the contemporary art scene.

She was born in Toulouse in 1969, but soon moved to Germany. Caroline Achaintre begins to give way to her creativity working at a locksmith even before winning a scholarship at the Chealsea College of Art & Design.

His restless search for new forms of expression is clearly visible from the variety of materials used such as clay and wool. Here I will show you some tapestry where you can see the intermingling of dexterity and creativity, and where the creative instinct runs in defining color, and shapes. Nothing seems meditated. Everything is fluid in its becoming.

The colors used reflect pure colors, dear to the Expressionists. Screaming colors that express the desire to fight, for opposition to the orders imposed, suffocating. They are the colors of the call to attention. And as if to say ‘I am this, I exist with my uniqueness’ that is diversity and originality. When choosing colors I saw the genius of the great abstract painter Jean René Bazaine.

This initial parallelism has led me to deepen her artistic activity. And I was impressed by her wish, I catch a glimpse of her in her works, to ‘force’ the real, penetrate it. A desire to create a contrast to an ‘eternal’ amazement.

The works evoke nostalgia, other non-communication almost ‘railings’ which segregate the act. The being present hidden by wires of the real that prevent access to the truth.
The margins of a real that has lost its center. The reference points are dissolved in a stalemate in which only the chameleon-like creativity and thirst of knowledge can make us partakers actors of our time.
The forms convey spontaneity, immediacy, simplicity, but also a lot of irony. The deformed faces, with clean lines, evoke a kind of primitivism. Their open mouth seem to frighten us. They remind me of the apotropaic masks responsible to drive spirits away from homes but also of the wooden masks of African tradition.

Or are we faced with a review of our almost Pirandello plurality of masks we wear depending on the role that we play in real life?

A return to frugality is apparent from the simplicity of the materials such as wool or clay. With the Neolithic man began to understand the importance of animal wool. She used it for weaving and spinning. The wool protected from the cold. Warming was a valuable asset. Caroline Achantre recovers the precious element, highlights its social value and enables it to an ‘object’ with an artistic value, with its own individuality and meaning. The present feeds on the past to create the future.
Caroline Achaintre made of her expressive languages, a review of the human journey. Evolution is the foundation of our history but in an eternal return.

Lycia Mele
© Riproduzione riservata

APPROFONDIMENTI
http://carolineachaintre.com