Dal diario di Willi Baumeister

La sperimentazione e la ricerca costante di nuovi significati nell’arte hanno caratterizzato l’anima di un artista geniale e poliedrico: il tedesco Willi Baumeister. Visse in un periodo difficile della nostra storia umana e civile,  fine 800 e prima metà del 900, caratterizzato dal susseguirsi di due guerre mondiali che  scardinarono coscienze, gettarono alla deriva innocenti, creando baratri socio-economici di vaste entità.

A causa della guerra fu costretto, insieme alla sua famiglia, ad una peregrinazione costante ed estenuante, spesso in severe difficoltà economiche che venivano alleviate da qualche benefattore come l’amorevole Dott. Kurt Herbert, proprietario di una fabbrica di vernici, che lo assunse e gli diede la possibilità di avere uno studio tutto per sé dove poter continuare a dipingere.

In attesa di vedere il mutare degli eventi, visse un profondo disagio incollato alla sua anima, quel senso di impotenza e di frustrazione per l’impossibilità di dare, a sua moglie e alle sue due figlie, un’esistenza serena in un mondo sempre più allo sbando.

Giocatori di Scacchi 1924 Olio e Sabbia su tela W. Baumeister Giocatori di Scacchi 1924 Olio e Sabbia su tela
W. Baumeister

Si desidera la pace, ma per ora non vi sono indizi che vi diano adito. A volte riesco a smettere di sentire l’oppressione emozionale per alcune ore e mi concedo così qualcosa di tanto necessario come respirare. Bisogna sempre impedire che i pensieri negativi si fissino per sempre. Ciò che succede in guerra è una somma di innumerevoli e terribili destini individuali.

Figure 1914 Olio su cartone W. Baumeister Figure 1914
Olio su cartone
W. Baumeister

In attesa che la maledetta guerra cessasse e la vita ricominciasse a fluire, Willi Baumeister con grande tenacia e forza perseguì il desiderio di dipingere anche quando non era più possibile recuperare il materiale per disegnare:

visto che non ho più tela, dipingo su cartoncini di piccole dimensioni. Nello studio c’è un gradevole silenzio. D’altronde non è facile sopportare la depressione di questo periodo, che va avanti da ben sette anni.

Figura seduta astratta 1926 carboncino e matita su cartone W. Baumeister Figura seduta astratta 1926
carboncino e matita su cartone
W. Baumeister

Nessuna traccia di volontà e creation artistica. Nessun respiro della libertà dell’arte e dell’artista. Forte oppressione. Nessuna luce.

Da queste parole  traspare il clima di violenta oppressione instaurato dal regime nazional-socialista. Quasi un brancolare nel buio, a  tentoni, all’interno di una profonda voragine  in cui non filtra più nessuna luce. Il senso della fine è atteso anche se è privo di ragion d’essere. La vita scorre al passo del pensiero e del tempo. Continua a scorrere. Ma per il regime la sua arte che esulava da schematismi imposti venne considerata arte “malata”, “degenerata”. Gli vietarono di dipingere, di creare, di esprimere le proprie idee e naturalmente di esporre le opere. E venne destituito dall’incarico di docente della Scuola Municipale di Arti Applicate di Francoforte dove insegnava grafica pubblicitaria, tipografia, tessile. Le sue opere non vennero più esposte in Germania se non dopo la fine della seconda guerra mondiale. Pensare di limitare l’estro creativo di un artista rasenta la follia, come cercare di bloccare l’impeto di un fiume in piena, nessun ostacolo lo potrà fermare anzi tracimerà tutto ciò che incontra nel suo cammino. Il limite alimenterà la sostanza oggettivandola. L’umanità subordinata ad estremo rigore rinforza il pensiero e vi si aggrappa alla stregua di un aquilone che insegue le correnti di aria ascensionali, respirando libertà.

Corritrice II 1925 Olio su tela W. Baumeister Corritrice II 1925
Olio su tela
W. Baumeister

Probabilmente non potrò più esporre pubblicamente le mie opere; ciò significa che lavoro esclusivamente per me stesso. È vero la creazione artistica è destinata in primo luogo a sé stessi. Ma in pratica è straordinariamente difficile restare completamente isolato (dovendo nascondere i miei lavori).

Un’artista, per quell’elemento narcisistico presente nell’anima, anche se talvolta latente, ama esporre. Ama esser apprezzato dagli altri. Inoltre le finalità etiche o politiche si saldano con l’opera stessa altrimenti l’oggetto artistico sarebbe privo di senso. Anzi non avrebbe senso. Ad un iniziale scoramento il suo temperamento positivo e fiducioso gli farà visualizzare la fine dell’oscurantismo’:

però sono fermamente convinto che un giorno si avrà necessità di noi e non dei banali imbrattatele che si piegano davanti all’opinione dominante della plebe.

Giocatori di tennis 1935 Litografia W. Baumeister Giocatori di tennis 1935
Litografia
W. Baumeister

L’emozione e la riflessione possono portare la vita su un piano superiore. Anche se l’artista lavora in modo consapevole, si fa sorprendere dal risultato.

La sua salvezza sarà la sua arte perchè l’arte gli  trasmetterà “il concetto di libertà”.  Pur sotto l’oppressione percepisce il suo esser libero. Diviene consapevole della sua libertà di pensiero che gli offre stimoli vitali e gli permette di vivere assimilando il presente.

Si comprende l’infinito, la partecipazione all’universo si fa più sicura (bisogna sempre intraprendere questa ripartenza perché le forze ritardanti sono sempre all’opera)

L’arte per esser tale deve identificarsi con una forza propultrice che acquisisce dal reale seminando significati sempre nuovi. Parallelamente al cammino dell’uomo, l’arte è Vita.

È stato un grandissimo artista che ha creduto nelle sue potenzialità e ha perseguito ciò che la sua mente gli suggeriva. Non si è fatto intimorire dal regime manifestando coerenza nella sua arte. Ha continuato le sue sperimentazioni oltre il campo della pittura, merito del fermento dei linguaggi espressivi del periodo, come scenografo, pittore muralista, tipografo. Febbrile la sua attività di ricerca pittorica che sintetizzò nelle sue pubblicazioni sempre investito da quel sogno di libertà di espressione che aveva alimentato la sua vita.

Corridori Valltorta 1934 olio e sabbia su tela Corridore Valltorta 1934
olio e sabbia su tela
W.Baumeister

Mi sono sempre chiesta dove Willi Baumeister trovasse questa forza, entusiasmo ed energia. I cedimenti erano sempre in agguato. Ma il suo profondo desiderio di creare, capire e cercare li dissolveva come in un soffio. Ho dedotto, scrutando tra le pieghe della sua vita, che oltre al suo immenso amore per l’arte come pura creazione, era proprio il grande amore che nutriva per la moglie e per le figlie ad alimentare la sua creatività liberando la sua fantasia, alleggerendo la sua anima sensibile dalle ansie del suo tempo.

Lycia Mele

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